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| | | | | Il grande lago che occupa un quinto della superficie dell'intero paese ne ha sempre condizionato l'esistenza. L'uomo abita da sempre le sue sponde. Di recente nel nord del paese sono stati rinvenuti resti di umanoidi che risalgono a milioni di anni fa.
La gente era attratta dal lago per il clima stabile e per le piogge regolari oltre che per l'abbondanza della fauna ittica.
Nel XVI secolo, un prospero impero del Malawi occupava gran parte del Malawi attuale, oltre ad una buona porzione dello Zambia e del Mozambico. Col passare del tempo l'impero si divise in una miriade di piccoli gruppi guidati da diversi capi. Nella metà del XVIII secolo i Portoghesi e i commercianti arabi di schiavi assistiti dalla tribù degli Yao emigrarono nella regione massacrando i Chewa, la popolazione locale, con il loro traffico disumano. All'inizio del 1840, gli Nogni, una tribù di Zulu sfuggiti al dominio dei Saka, si insediarono nella regione portando con sé le proprie tecniche di guerra feroci ed efficaci. Fu in quel periodo circa che arrivò anche il dottor Livingstone il quale mise gli occhi sul lago per la prima volta nel settembre del 1859. Nel 1875 la chiesa presbiteriana scozzese fondò la sua prima missione a Cape Maclear.
Nel 1891 i missionari erano riusciti a cacciare via i trafficanti di schiavi e a pacificare gli Yao e i Ngoni, entrambi nuovi della regione. Inoltre erano riusciti a fare pressioni sul Governo Imperiale di Londra affinché venisse stabilito un Protettorato sulla zona. Nel 1953, il Nyasaland, questo era il vecchio nome del Malawi, venne incorporato alla Federazione dell'Africa Centrale che si sciolse il 6 luglio 1964 quando il Nyasaland divenne uno stato indipendente e assunse il nome di Malawi. Dal 1969 il Malawi è una Repubblica indipendente che appartiene al Commonwealth Britannico.